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Malattie stagionali: Parte 1

Rinforzare il sistema immunitario utilizzando la moxibustione per affrontare le malattie stagionali: Prima parte

Rinforzare il sistema immunitario utilizzando la moxibustione per affrontare le malattie stagionali: Prima parte.

Esistono numerose specie di artemisia molte delle quali utilizzate in medicina.

L’Artemisia argyi è quella più spesso utilizzata per applicazioni esterne, inclusa la moxibustione.

I diversi componenti dell’artemisia sono probabilmente responsabili delle sue qualità analgesiche, emostatiche ed astringenti. È riportato che essa contiene i seguenti componenti nel suo olio volatile, che costituisce circa lo 0,3% della foglia: carveolo, terpineolo, carvone, elemolo, cedrene, borneolo, acetato di bornile, isoborneolo, cineolo (eucaliptolo), cariofillene, linalolo e tujone e che il cineolo, che è simile al borneolo, costituisca il 30% dell’olio volatile.

In sintesi la moxa è artemisia sminuzzata che viene bruciata a contatto o vicino al corpo per produrre un riscaldamento locale.

Le funzioni attribuite dalla MTC all’utilizzo della moxa sono diverse, tra queste spiccano:

prevenire le malattie e mantenersi in salute, riscaldare i meridiani ed espellere il freddo.
Il flusso anormale di Qi (energia) e sangue nel corpo di solito deriva dal freddo e dal caldo. Il freddo favorisce un rallentamento del flusso o addirittura il ristagno del Qi, mentre il calore favorisce un rapido flusso di Qi. Il calore normale attiva il Qi e la circolazione sanguigna mentre il freddo ne impedisce il flusso regolare. Poiché il ristagno di Qi e sangue è spesso alleviato riscaldando il Qi, la moxibustione risulta essere uno strumento quanto più indicato.

Nel periodo autunno/inverno il nostro sistema energetico, il nostro corpo, è più esposto al freddo e siamo più soggetti a raffreddori e ai tipici malesseri stagionali. Per questo è importante avere un sistema di difesa forte.

L’utilizzo della moxa rappresenta un valido aiuto per rafforzare l’intero organismo, migliorare il flusso di energia e sangue apportando calore dove necessita.

Anticamente la moxa veniva paragonata al sole: il sole è il sole del cielo, la moxa il sole della terra. Il fuoco della moxa è un fuoco puro yang, che ha la capacità di muovere i tre yin e aprire i dodici meridiani.

In sintesi la combustione della moxa può far penetrare l’aria calda, puro yang del fuoco attraverso la superficie muscolare, ai meridiani e agli organi interni.

Alcuni punti tra i i più famosi nella storia delle medicina cinese, possono essere efficacemente utilizzati con la moxa per trattare le malattie da raffreddamento.

In un libro tra i più datati tra quelli pubblicati in Italia, semplice e immediato (Manuale pratico di Moxa – Yves Requena – Ed. Red) l’autore riporta un metodo semplice ed efficace per trattare il raffreddore in acuto e non. Si inizia con la palpazione, solitamente con il pollice, degli spazi intervertbrali a partire dalle vertebre cervicali anche se risulta più agevole a partire dallo spazio tra la settima cervicale e la prima toracica fino alla dodicesima toracica. Si registrano eventuali punti dolenti alla palpazione selezionando tra questi il più dolente. Questo è il punto elettivo da moxare in caso di raffreddore. Nelle sedute successive si testano nuovamente i punti, si verifica se vi è stato un cambiamento nella sensibilità del punto precedentemente trattato e si continua sullo stesso o su un altro punto ora più sensibile.

La bellezza di questa tecnica sta nel fatto che pur non avendo particolari conoscenze o essendo alle prime armi in termini di nozioni dei principi energetici, meridiani, punti ecc è possibile comunque effettuare questo trattamento.

Il modo più semplice è prendere un sigaro di moxa e scaldare il punto.

Esistono diverse tecniche di moxibustione, l’utilizzo del sigaro è il metodo più semplice per effettuare questo trattamento. Una volta acceso il sigaro si posiziona in direzione del punto o zona da trattare avendo l’accortezza di stare ad una distanza di 2/4 dita dal corpo, affinché il ricevente apprezzi un piacevole calore. Se il calore diventa troppo intenso per il ricevente, all’operatore basterà appoggiare per pochi secondi il dorso della mano sul punto che si sta trattando, e si ricomincia a moxare. Dieci minuti sono sufficienti, si può ripetere il trattamento due/tre volte al giorno.

In questo articolo abbiamo parlato di...

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