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Un caso di “cicatrice gelida”

Uomo di 55 anni con dolore cervicale, tunnel carpale bilaterale e dita a scatto, trattato con moxa e tecniche fasciali

Uomo di 55 anni con dolore cervicale, tunnel carpale bilaterale e dita a scatto, trattato con moxa e tecniche fasciali

Un caso di “cicatrice gelida”

Uomo di 55 anni, chiede un appuntamento su consiglio di un suo amico che la settimana precedente avevo trattato per un dolore alla spalla. Mi fa presente che è molto scettico e nutre poche speranze dato che ha già provato diverse strade per il suo problema senza grandi risultati.

Il motivo della visita è per dolore cronico al collo, dovuto ad artrosi generalizzata, come da radiografia, che a suo dire ha ereditato dalla mamma. Ma ciò che lo disturba maggiormente negli ultimi mesi è il tunnel carpale bilaterale, anche questo diagnosticato con elettromiografia e trattato più volte con fisioterapia, a cui si associa tenosinovite stenosante (dito a scatto) su entrambi gli indici, e in modo più lieve gli anulari e i pollici.

Il pensiero dell’intervento ai tunnel carpale lo teneva come ultimissima possibilità, ed ora, spinto da pura curiosità dovuta all’entusiasmo del suo amico che ha trovato benefici dal trattamento, ha deciso di provare. Ha precisato più volte durante la seduta, vedendo che mi occupo anche di approcci “alternativi”, che non crede a niente che non sia medicina così come l’ha studiata lui essendo medico.

Riconosco che non è stato facile per me, viste le premesse, approcciarmi al trattamento, un po’ come essere messo sotto la lente d’ingrandimento, ma ormai eravamo lì………….

Ho eseguito dei test posturali e articolari e poi l’ho invitato a sdraiarsi sul lettino. Nel palpare l’addome, sopra la maglietta, vengo attratto da una zona molto fredda, gli chiedo quindi di togliere la maglietta e noto che in corrispondenza della zona fredda vi era una cicatrice. Tocco la parte direttamente e la sensazione che ho è come di aver appoggiato la mano su una lapide tanto era fredda, non so per quale memoria mi è venuta questa associazione. Chiedo di cosa si trattasse e mi dice che è un intervento di circa 25 anni prima per asportare la cistifellea (oggi non si vedono più).

Non ho resistito, mi dicevo “ pensi quello che vuole”, ho preso un bel sigaro di moxa e l’ho posizionato con un moxatore sopra la zona della cicatrice per circa 8 minuti, poi per altri 3-4 minuti ho moxato muovendo il sigaro intorno e su e giù nella zona della cicatrice.

Mentre il sigaro lavorava sulla zona fredda, ho trattato bilateralmente il punto Da Ling 7 MC , si trova centralmente sulla linea del polso, con un cono di moxa su ogni punto.

 

 

Ho trattato sull’orecchio, dopo localizzazione dolorosa del punto, il punto di cicatrice della cistifellea, con seme di vaccaria e bilateralmente ho messo un seme anche sul punto del polso benché non risultasse dolente alla palpazione.

 

Ho trattato fascialmente il sacro e la zona del cranio, ho poi lavorato manualmente sul collo sempre con tecniche fasciali, e le spalle con mobilizzazioni.

Gli ho ridato un appuntamento dopo una settimana, lo rivedo, entra esordendo così: “Mi dispiace dirtelo ma sto decisamente meglio”, sorridendo entrambi. Riferisce di stare molto meglio con il collo e le dita della mano, le sente normali nel movimento, non avverte quella sensazione di forzatura nell’aprire le dita. Anche il dolore del tunnel carpale è migliorato ma meno marcatamente rispetto al resto dei fastidi che lamentava precedentemente.

Gli leggevo negli occhi un senso di stupore, curiosità e in un certo senso anche imbarazzo e paragonava quelle “due cazzatine” che gli avevo fatto (così mi disse, sempre con sorriso ironico), con le diverse sedute a cui si era sottoposto per diversi cicli e non trovava una logica nella sua mente.

Forte di questa resa incondizionata da parte sua.………, mi sono riarmato del sigaro e ho moxato nuovamente la zona della cicatrice che rimaneva comunque ancora fredda rispetto al resto dell’addome. Ho ripetuto in pratica la stessa sequenza della volta precedente, squadra che vince non si cambia, ed ho aggiunto  tre coni di moxa su 14 VG Da Zhui (Grande osso o grande vertebra), indicato in moxa per tutti i problemi cervicali, spalle, braccio.

 

Ho ancora trattato manualmente il compartimento pelvi–sacro-bacino, base cranica, fasce del collo, scaleni, stretto toracico. Non ho eseguito trust.

Gli ho dato un terzo appuntamento dopo 12 giorni. Migliorato in tutti i quadranti, ancora più incredulo.

Ritenevo che la chiave di volta fosse la cicatrice gelida e quindi ho ritrattato come le volte precedenti, anzi, poiché questa volta avevo iniziato dall’orecchio, è stato lui a dirmi “che fai oggi non mi scaldi la pancia”?

L’ho rivisto a distanza di 25 giorni ancora due volte, gli ho anche proposto di dargli dei sigari per auto trattarsi sulla pancia anche solo una volta a settimana, ma non ha voluto.

I sintomi che aveva erano praticamente scomparsi, rimaneva l’artrosi cervicale che forse si sarebbe ripresentata dopo qualche mese, ma in generale si sentiva decisamente meglio.

Ci sentimmo dopo qualche mese per gli auguri di natale, mi fece molto piacere, mi disse che stava benone.

Sono ben noti gli effetti secondari delle cicatrici, sia da un punto di vista posturale che energetico. In questo caso, cicatrice longitudinale sul decorso di Ren Mai nella zona tra il punto 9 e il 14, tutta la parte fredda come il marmo, cosa che ha completamente assorbito la mia attenzione e sulla quale mi sono concentrato.

Una stasi, un blocco centrale, un sole che non irradia.

Dr. Giuseppe Vagnoni

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